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sabato 8 febbraio 2014

Guendalina Di Sabatino - 01 - Auschwitz: il dovere di ricordare la Shoah (2014-02-08)

In questa 1° videoclip introduzione e presentazione della manifestazione di Guendalina Di Sabatino, presidente del centro delle donne "Hannah Arendt".


In occasione del Giorno della Memoria si è svolto a Teramo, in data 8 febbraio 2014, un incontro di Edith Bruck con gli studenti teramani .

I ragazzi delle scuole di Teramo hanno avuto modo di conoscere la difficile condizione dei sopravvissuti ai lager nazisti nell'immediato dopoguerra, la dolorosa esperienza di Anita, l'adolescente protagonista del romanzo della stessa Edith Bruck poi diventato un film di Roberto Faenza.

La manifestazione "Auschwitz: il dovere di ricordare la Shoah. Quanta Stella c'è nel cielo: la testimonianza, il romanzo, il film Anita B" è stata organizzata da Guendalina Di Sabatino, presidente del Centro di Cultura delle donne Hannah Arendt".

Le riprese dell'intera manifestazione sono state realizzate da Vincenzo Cicconi della PacotVideo ed il filmato è stato diviso in 11 videoclip sulla base dei vari interventi:
01 - Guendalina Di Sabatino
02 - Serena Mattace Raso
03 - Piero Romanelli
04 - Mirko De Berardinis
05 - Luciano D'Amico
06 - Edith Bruck
07 - Lea Contestabile
08 - saluti a Giuliana Valente
09 - Elisa Guida
10 - musicisti Mauro Baiocco e Mirko Giosia 
11 - dialogo finale di Edith Bruck con i ragazzi

giovedì 6 febbraio 2014

Da Teramo a Cheshunt (Londra) per amore, la storia di Vincenzo Cicconi ... alias PacotVideo

Londonita, tramite il sito internet in sinergia con il blog e i social network, a mio modesto parere rappresenta una eccezionale vetrina su Londra, ricca di informazioni per scoprire, visitare e vivere nella capitale inglese molto utile per chi decide di recarsi a Londra per turismo o per lavoro.
Oggettivamente uno dei portali web in lingua italiana che hanno come argomento la città di Londra più conosciuti e seguiti e che io stesso ho imparato a conoscere fin dal mio primo sbarco nella metropoli londinese ... aprile 2007.
Ed è anche grazie alla lettura delle pagine di questo sito che ho iniziato a conoscere la Londra turistica.

Un sito importante dove, tra le altre cose, si possono leggere le storie degli italiani che raccontano la loro esperienza londinese ... racconti utili anche e soprattutto per chi decide di partire per inseguire quella speranza che in Italia vede svanire ogni ogni giorno che passa.

Un doveroso ringraziamento a Duccio Manfredi di Londonita che ha trovato interessante la mia esperienza londinese e l'ha voluto condividere con i lettori del suo sito, con le migliaia di fans su Facebook e i tantissimi fans su Google Plus

Qui di seguito l'intervista che ho rilasciato a Londonita.


Esperienze italiani a Londra: Oggi e` il turno di Vincenzo a raccontarci la storia che lo ha portato in Inghilterra, precisamente a Cheshunt, un grazioso villaggio nella contea dello Hertfordshire, distante 21 km dalla Eleanor`s Cross, il punto da dove vengono calcolate tutte le distante da Londra.

- Ciao Vincenzo, raccontaci come e perchè sei arrivato a Londra?

Tanto per parafrasare il famoso film “007, dalla Russia con furore” potrei dire che la mia avventura londinese potrebbe titolarsi “Dall’Italia in UK con e per amore”.
Questo per dire che, per mia fortuna, non mi sento il solito “cervello in fuga dall’Italia” o un giovanotto di belle speranze che decide di lasciare una Patria che sta diventando patrigna e tentare una via di fuga verso Londra.
Nella mia personale storia, più che di cervello in fuga c’è casomai un cuore che fugge dall’Italia per inseguire un amore che ha le sembianze di una donna di origine italiana ma natia in UK e conosciuta nell’estate del 2006 sulle spiagge dorate del mio Abruzzo.
La mia storia londinese ha inizio nell’aprile 2007 quando mi imbarcai per la prima volta su di un volo Ryanair, destinazione Cheshunt (provincia dell’Hertfordshire).
Da allora ogni anno che passa trascorro meno tempo a Teramo (Abruzzo) e sempre più in UK.
In attesa del definitivo distacco dall’Italia e dalla mia attività professionale in Italia.

- Cosa ti ha affascinato di Londra?

Io che vengo da Teramo, una piccola città, sono rimasto, inizialmente intimorito ma col tempo affascinato dalla sua multietnicità, dalla incredibile mescolanze di razze e con essa di tradizioni e di usi e costumi diversi.
Sono rimasto rapito dalla sua bellezza monumentale, dai suoi palazzi che trasudano storia millenaria, dai suoi incredibili musei, dai suoi infiniti parchi.
Sarà per deformazione professionale ma il primo istinto è stato quello di iniziare fin da subito a realizzare dei piccoli documentari, dei reportage con la mia telecamerina amatoriale tascabile.
Fin da subito ho aperto un canale su YouTube collegato ad un blog a sua volta in sinergia con una pagina su Facebook e su GooglePlus e con un account Twitter.
Tuttora ovunque vado realizzo mini reportage … il problema casomai è che poi non riesco neanche a montarli e pubblicarli.

Un altro motivo che mi affascina di Londra e della sua provincia è il senso civico dei suoi abitanti che si nota soprattutto nelle piccole cose quotidiane.
Qui quando sei in fila non c’è pericolo che qualcuno ti passi davanti approfittando di un tuo attimo di distrazione, quando attraversi la strada gli automobilisti cedono subito il passo, quando sei in macchina e cedi il passo a qualche altro automobilista subito ti ringraziano con un segno della mano o lampeggiandoti con i fari.
Quando passeggio o vado in bici lungo il Lee Valley Park tutti coloro che incrocio mi salutano, se cedo loro il passo senti subito il loro “thank you”.

Però c’è una cosa che mi fa rabbia e che mi porta a confrontarmi con l’Italia.

Ogni volta che accendo la Tv per seguire il telegiornale resto sempre incredulo nel non trovare mai notizie di politici che rubano, amministratori che prendono tangenti e si fanno rimborsare mutande e reggiseni e questo mi porta a confrontare la situazione politica inglese con quella drammaticamente losca della politica italiana.

Ebbene si … quello che maggiormente mi affascina di Londra è soprattutto il senso civico, l’attenzione ai valori morali ed etici dei suoi amministratori che noi in Italia ci sogniamo.
Chissà … sarà tutta una questione di DNA o, come dice il proverbio, ciascun popolo ha la classe politica che si merita?
In Italia nel 1992 trasformai una passione, la videoripresa, in una professione … nacque www.PacotVideo.it e questa intuizione mi permise di abbandonare il triste e monotono lavoro di ragioniere in una azienda privata e dare spazio a quelle che sono le mie doti: fantasia e creatività.

- Quali sono i tuoi progetti londinesi?

Il mio progetto di vita è quello di ricreare in Inghilterra ciò che ho realizzato in Italia. www.PacotVideo.it
Quando nel 1992 decisi di rinunciare ad uno stipendio mensile derivante da un posto di lavoro sicuro mi attirai le ire dei miei genitori e avevo contro il parere di tutti.
Col senno del dopo mi resi conto che iniziare un’attività che in quell’epoca neanche esisteva, quella di cameraman, fu una operazione molto rischiosa ma ero sospinto dall’inconscenza e dall’entusiasmo e dal desiderio di poter dire “c’è l’ho fatta”.
Rinunciare ad uno stipendio mensile certo da 1.500.000 lire era un bel rischio … però la sfida fu vinta.
Adesso a distanza di più di venti anni mi si ripresenta più o meno la stessa identica sfida: abbandonare un lavoro, un’attività certa in Italia per riproporla, ex-novo, in Inghilterra.
Adesso come allora i rischi sono tanti ma come nel ’92 sono sospinto dalle stesse motivazioni : incoscenza ed entusiamo e desiderio di poter in futuro dire “anche in Inghilterra ce l’ho fatta”.
A differenza di allora ho un motivo in più per farcela, ho il sostegno “fisico e morale” e il grande amore di una donna eccezionale a cui va anche il merito, tra le altre cose, di aver scelto il nome della mia nuova vita professionale : ItalianWeddingVideoLondon.

- Perchè hai scelto ItalianWeddingVideoLondon?

Nel nome del sito Italian Wedding Video London.com c’è già tutto l’obiettivo che mi sono posto : realizzare servizi video di matrimonio, ma non solo, rivolti e offerti prevalentemente alla comunità italiana che potrebbe, si spera, avere piacere a servirsi della “tecnica associata alla fantasia” tutta italiana oltre che ad una lunga esperienza.
E datosi che con la mia compagna risiedo a Cheshunt ovviamente il principale riferimento è la Comunità Italiana della provincia di Hertfordshire con uno sguardo alle zone confinanti come Essex ed Enfield.
Senza ovviamente precludere altre zone lontane dal mio habitat.

- Come pensi di riuscire nella tua impresa professionale?

Oltre all’esperienza e alla conoscenza della professione di operatore video nel settore della post produzione video e al fatto che non devo investire in attrezzature che già possiedo confido soprattutto in un fattore diciamo psicologico.
La Gran Bretagna, a differenza dell’Italia, è una nazione multietnica e multiculturale dove razze e culture da tanti anni si sono integrate alla perfezione tra di loro.
A Londra ma anche nella sua provincia c’è una notevole moltitudine di comunità di varie nazioni.
Però è umano che quando una persona vive fuori dalla sua nazione tende, comunque sia, a rapportarsi soprattutto con persone della stessa nazionalità.
Io che dal 2007 frequento e vivo nella comunità di Hertfordshire quando sono qui mi sento “più italiano” di quanto non lo senta stando in Italia.
Per questo motivo “in primis” i miei servizi video, di qualunque genere essi siano, saranno rivolti alla comunità italiana … con la speranza che gli stessi italiani qui presenti sentano il desiderio di rivolgersi a qualcuno che parli la loro stessa lingua, che conosca maggiormente le loro tradizioni e quindi abbia più affinità con loro.

Dal punto di vista burocratico aprire un´attività a Londra è molto più semplice e rapido che in Italia, la burocrazia è molto più agile e anche il sistema fiscale è molto più vantaggioso.
Infatti per iniziare un´attività e mettersi in proprio all´inizio non c’è bisogno di licenza e di partita IVA, la cosiddetta VAT se il fatturato è inferiore ad una certa cifra.
Per iniziare è sufficiente dichiarare di svolgere la propria attività all´ufficio delle entrate inglese, l’HM Revenue & Customs e il modulo può essere compilato direttamente online.

- Vivi a Cheshunt, dove c’è una grande comunita`di italiani.
Ti sentiresti di consigliare l`Hertforshire agli italiani che desiderano venire in Inghilterra?

In effetti nell’Hertforshire ci sono moltissimi italiani che hanno aperto la loro attività, che hanno esportato le loro capacità professionali e si sono insediati nel suo territorio.
Ci sono anche ritrovi organizzati di anziani italiani e altri luoghi dove incontrarsi.
Quindi se dovessi dare dei consigli a chi viene in Inghilterra in cerca di lavoro invece di dirigersi direttamente a Londra, dove vitto e soprattutto alloggio sono certamente più onerosi, si potrebbe prendere in esame l’idea di venire nell’Hertforshire.
Sicuramente troverà l’aiuto e il sostegno di qualche italiano anche se Londra resta sempre Londra.

- Consigli generali che ti sentiresti di dare a chi vorrebbe venire a vivere qui a Londra?

Trovandomi fin dall’inizio in una posizione privilegiata senza essere costretto a trovare soluzioni di sopravvivenza (lavoro, alloggio, unire il pranzo con la cena) non mi sono imbattuto in quelle difficoltà che si incontrano quando si fa un salto nel buio e si parte da zero.
Quindi nessun consiglio specifico, sarei costretto a ripetere cose già scontate come ad esempio conoscenza della lingua inglese in primis perchè senza di essa le possibilità di lavoro e interazione con la comunità inglese sono ovviamente limitate.

Il segreto per riuscire in una nuova impresa penso sia avere entusiasmo ma anche umiltà, una forte dose di sopportazione dei momenti critici o delle situazioni sfavorevoli, e soprattutto avere nella mente un solo desiderio: poter un giorno dire a se stessi e agli altri “io ce l’ho fatta”.

Eduardo De Filippo declamava che “gli esami non finiscono mai”.
E aggiungo io … i problemi sono fatti per essere risolti e senza problemi da risolvere la vita sarebbe comunque triste e monotona.

Un Grazie a Vincenzo per avere condiviso la sua esperienza qui con noi su Londonita.

martedì 31 dicembre 2013

Pacot Video: la vita delle immagini

"Le riprese video non necessitano di molte parole; esse stesse sono parole del vissuto"

Ecco la storia di un teramano, ragioniere in una tranquilla azienda manifatturiera.
Rincorreva un sogno: regalare momenti indimenticabili.

Un mattino del 1992, abbandonò aridi registri, calcolatrice e penna e brandì una telecamera, fluttuando tra matrimoni, comunioni, compleanni, recite scolastiche.

Nasceva la “Pacot Video” , una delle prime ditte di post produzione in Abruzzo, capostipite nel teramano.

Un’autentica fabbrica dei ricordi con filmati sempre originali, capaci di raccontare in modo brioso la storia unica di ogni evento da immortalare.

Perché, ditemi, cos’è l’atto creativo, se non un qualcosa che solo in quel momento ci avvicina a Dio?
Un nanosecondo irripetibile in cui l’arte si fonde con la passione e la perizia.

Forse esageriamo parlando di video.
Ma, in effetti, nelle occasioni che meritano di essere ricordate nel tempo attraverso immagini, ciò che conta è riuscire a beccare il momento che farà emozionare lo spettatore.

Nel tempo la storia si è arricchita di video istituzionali per enti, pubblicitari per aziende, docu- film storici sulla Resistenza teramana con un “riconoscimento alla carriera” nel Premio Internazionale Fotografia Cinematografica “Gianni Di Venanzo”.

Ancora, video sociali, culturali, filmati su convegni e manifestazioni di grande livello, collaborazioni con la tv locale Rete 8 e con il Parco Gran Sasso Monti della Laga.

Poi, nel dicembre 2009, la Pacot Video sale agli onori della cronaca nazionale per la realizzazione di uno scoop giornalistico conosciuto come "Il Fuori onda di Giancarlo Fini" con il magistrato Trifuoggi, che mise a rischio la tenuta del governo e che fece conoscere cosa veramente pensava il Presidente della Camera dell’allora capo del Governo Berlusconi.

Nel frattempo si è specializzata in lavori internet, diventando gestore e webmaster di siti e blog.

Noi ospitiamo Vincenzo soprattutto per la passione dimostrata al territorio, regalando video su borghi d’arte teramani, tra i quali Campli, Atri, Canzano, Castellalto, luoghi magici come Pietracamela e il Gran Sasso e la città di Teramo.



Articolo redatto da Sergio Scacchia, autore tra l'altro di tre libri:
"Silenzi di Pietra" e "Il mio Ararat" e "Abruzzo nel cuore".

L'articolo è stato pubblicato su N°2 blog
(blog della Città di Teramo - blog di Pensieri Teramani)
N°2 pagine Facebook
(Il blog della città di Teramo e della sua Provincia - Il mio Ararat - Abruzzo Teramano / La Cassandra)
N°1 pagina di Google Plus
(La città di Teramo e la sua Provincia)
Twitter
(Città di Teramo Blog)

sabato 7 dicembre 2013

Premio Borsellino 2013 a Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia


Franco Roberti, Procuratore nazionale antimafia, napoletano, in magistratura dal 1975, è una delle toghe più apprezzate in Italia.
Una vita trascorsa a combattere le cosche camorristiche e la criminalità economica e politica attraverso il lavoro duro negli scomodi Palazzi di Giustizia.
Con uno straordinario sacrificio personale, pagando un prezzo altissimo per il suo impegno in difesa e per la promozione dei valori della legalità.

Il suo è anche il nostro concetto di legalità.
Una legalità vera, quella che sta dentro il nome di Paolo Borsellino: non il vuoto legalismo dei benpensanti, il securitarismo che aggredisce i lavavetri, ma è connivente con l’illegalità diffusa della politica, chiude gli occhi davanti alle truffe dei potenti e rimane silente e dunque complice davanti ai furti di Stato.

Per aver resistito alle giuste e umane paure e, con la tenacia sua e dei suoi collaboratori, contribuito ogni giorno concretamente alla costruzione di una società più giusta necessariamente fondata sulla legalità e sulla fiducia nelle istituzioni, ispirandosi agli stessi principi e agli stessi valori che hanno animato la vita di Paolo Borsellino, a Franco Roberti il Premio Nazionale Paolo Borsellino 2013.

Premio Borsellino 2013 per la legalità a Padre Maurizio Patriciello, Parroco di Caivano (NA)


Padre Maurizio Patriciello, Parroco di Caivano (NA) lavora con coraggio nella terra dei fuochi, nei territori in cui la giustizia è pesantemente minacciata dalla camorra.
Come don Giuseppe Diana la sua è una vita spesa per la giustizia nella convinzione che gli strumenti della denuncia e dell'annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili.

Don Maurizio è un parroco che interpreta il messaggio di Cristo ponendo prioritariamente nel suo impegno la mobilitazione della chiesa al centro del suo impegno contro la camorra e contro le organizzazioni criminali.
Con il suo impegno concreto nella società, con la forza delle idee per portare sempre avanti in suo impegno di giustizia, a qualsiasi costo, per costruire un futuro migliore.
Per tutti.

I suoi successi operativi ed il suo impegno danno concretezza alle speranze di legalità, di sviluppo e di convivenza degli uomini onesti che guardano alle istituzioni con fiducia.
A Padre Maurizio Patriciello il Premio Borsellino 2013 per la legalità.

Premio Borsellino 2013 per la legalità a Ciro Corona, Associazione (R)Esistenza di Scampia


Ciro Corona, presidente della associazione Resistenza e Esistenza di Scampia ascoltando il bisogno della sua collettività che chiede sicurezza, diritti e sente il bisogno di una società fondata sui più alti valori a partire dalla giustizia, svolge da tempo un importante ruolo di promozione, prevenzione, sensibilizzazione della realtà napoletana e in modo particolare dei giovani.

Questo riconoscimento va a sottolineare l'instancabile attività di un rappresentante dell’associazionismo che resiste alla camorra, che da tempo e senza posa porta avanti un grande lavoro per l'affermazione della legalità.

Per il grande impegno profuso nella promozione dei valori della legalità.
Per aver resistito alla prepotenza della camorra che crede di poter travolgere tutto e tutti pur avendo conosciuto la crudeltà della violenza mafiosa sempre su postazioni di prima linea pur consapevole dei grandi rischi.

A Ciro Corona il Premio Borsellino 2013 per la legalità.

Premio Borsellino 2013 per la cultura a Salvo Palazzolo, Giornalista de “La Repubblica” e scrittore

"Io non cerco vendetta, voglio sapere perché è morto il mio Paolo. Non importa quanto ci vorrà, fosse anche un'eternità. Io, di certo, non vivrò abbastanza per conoscere la verità. Non importa. E' importante, invece, che i cittadini italiani sappiano la verità. Tutti dovrebbero pretenderla a gran voce".

Salvo Palazzolo vince il Premio Borsellino, lui che è una punta di diamante del giornalismo antimafia, per il libro bello, toccante e commovente "Ti racconterò tutte le storie che potrò", che ha scritto con Agnese Piraino Borsellino, vedova di Paolo Borsellino.
Un libro in cui Agnese ripercorre i momenti di tenerezza accanto al marito Paolo, ucciso nella strage di via d’Amelio, ma anche i momenti del dolore.

Un libro che testimonia ancora una volta che, per capire e combattere il fenomeno della criminalità organizzata, occorre anzitutto rendere conscia la sensibilità collettiva del suo radicamento, della moltitudine delle forme con le quali si manifesta e si insinua nelle realtà locali, grazie alle quali riesce ad assumere la portata nazionale.

A Salvo Palazzolo e alla memoria di Agnese Piraino Borsellino, per una nazione più giusta, più libera, più civile, più bella, il Premio Borsellino 2013 per la cultura.

Premio Borsellino 2013 per la cultura a Giulio Cavalli, Attore


Giulio Cavalli, con il suo teatro di inchiesta scuote le coscienze.
Di certo scuote gli animi in certi ambienti criminali, tanto che dopo la rappresentazione di “Do ut Des”, spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi, vive sotto scorta.

Il premio ad un attore e regista, giullare e artista dello sberleffo perché come dimostra Giulio Cavalli la mafia si colpisce e si batte in mille modi.

Riceve il premio per il suo impegno nel campo artistico e culturale che è stato già stato assegnato tra li altri a Giorgio Gaber, Enzo Iannacci, Fabrizio De Andrè, Dario Fo, Franca Rame, Francesca Comencini, Marco Bellocchio, Mario Monicelli, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Giorgio Tirabassi, Angelo Branduardi.

Oggi a Giulio Cavalli e idealmente a quanti hanno il merito di mettere in comunicazione il genio, l’inventiva umana, con il necessario sguardo sul mondo, che spesso invece rimane, per gli artisti come per i politici, una distratta incombenza.
A Giulio Cavalli il Premio Borsellino 2013 per la cultura.

Premio Borsellino 2013 per il giornalismo a Giovanni Tìzian, Giornalista de “L’Espresso”


Giovanni Tizian, giornalista e autore dei libri inchiesta “Gotika” e “La nostra guerra non è mai finita“.
Ha solo trent'anni e a sette anni la ‘ndrangheta gli ha ucciso il padre Peppe.
Oggi è sotto scorta per quello che scrive.

Giovanni Tizian, giornalista calabrese trapiantato a Modena scrive sull'Espresso e parla di mafie al nord.
Come il nostro amico Giuseppe D’Avanzo, come lui giornalista de la Repubblica, che vogliamo ricordare premiandolo, crede che una informazione non asservita, una informazione di leale servizio alla collettività sia nell'etica del giornalismo, e prima ancora del giornalista.

Crede nell'importanza di una analisi puntuale, approfondita sulle mafie, la corruzione, le tante forme d’illegalità, sapendo bene che non dovrebbe esserci bisogno di mettere accanto alla parola “informazione” l’aggettivo “libera”.

Per i suoi libri e i suoi articoli di denuncia da cui traspare uno straordinario impegno civile, un desiderio di giustizia sociale che si traduce in una coraggiosa e continua sfida al degrado sociale, a Giovanni Tizian, il Premio Borsellino 2013 per il giornalismo.

Pacotvideo, Cicconi Vincenzo, Abruzzo, Teramo, Roma, Campidoglio, Premio Borsellino 2013,  Giovanni Tizian,

Premio Borsellino 2013 per il giornalismo a Sandra Rizza e Giuseppe Lo Bianco, giornalisti de “Il Fatto Quotidiano”


Sandra Rizza è giornalista, scrittrice di numerosi libri che rendono un tributo ad un genere oggi fuori moda, quello dell’inchiesta che interroga senza reverenze i risvolti nascosti della realtà e i suoi protagonisti, spesso rischiando molto.

Non accetta le parole troppo spesso imbrigliate, le penne opportunamente spuntate, le cronache monche o pilotate, rendendo davvero il giornalismo un servizio per la collettività.

La sua è una penna appassionata come è la vita di tutte le persone che s’impegnano per la giustizia.
Perché l’informazione o è libera o, semplicemente, non è informazione: è propaganda, demagogia.

Per il significativo contributo sui temi della legalità e della verità, per la sua passione e l’alto impegno professionale e civile.
Per aver dimostrato che è possibile un'informazione libera, critica e costruttiva.
In generale per la tenacia, la grinta, il rigore con cui prosegue le sue diverse strada, a Sandra Rizza il Premio Borsellino 2013 per il giornalismo.



Giuseppe Lo Bianco, giornalista la cui autorevolezza, unita all'impegno, ne fanno un modello positivo.
Giornalista che con i suoi articoli ha dimostrato di credere fino in fondo nella funzione sociale e civile di chi racconta e ragiona sui fatti.

Uno scrittore che con i suoi libri ci ha detto che solo una comunità consapevole, capace di raccontarsi con onestà, crea una democrazia sana, una democrazia viva.

Da giornalista vero - anche subendo per questo perquisizioni e intimidazioni - lui sa e denuncia che mai come in questi anni l’informazione corre il rischio di essere soffocata o asservita.

Lo Bianco ha una grande capacità, ormai rara nel panorama giornalistico italiano, quella di riannodare con perizia e pazienza la storia degli uomini, partendo dal particolare per raggiungere l’apice di alcune delle storie più controverse degli ultimi 20 anni: la trattativa infinita tra Stato e Mafia.

Lo Bianco è un giornalista senza paura, uno che fa i nomi, non si nasconde, nell'incedere del racconto crea curiosità nel lettore, l'invita a non credere alle verità di comodo dettate da media compiacenti, ma di entrare nel merito e nella profondità delle cose.

Nei libri “Il Gioco Grande”, “L’Agenda Rossa”, “Profondo Nero”, “L'Agenda Nera” ci ha regalato tante inchieste vere, di un militante che regala al giornalismo velinista una lezione di mestiere e onestà.

a Giuseppe Lo Bianco il Premio Borsellino 2013 per il giornalismo.

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