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venerdì 7 ottobre 2011

Documentario su Teramo nel 2011



La città di Teramo anticamente era denominata "Interamnia Urbs", città tra due fiumi, per la sua posizione appunto tra due fiumi, Tordino e Vezzola.

Dopo un naturale inizio con una ripresa panoramica di Teramo e di alcune riprese dall'elicottero il video prosegue con delle immagini dell'uscita della superstrada inagurata nel 2011

Dalla piazzola della superstrada inizia un percorso che mette in evidenza i luoghi più interessanti della città.

Porta Reale con la recente statua di Garibaldi e il monumento ai "Caduti della Resistenza".
Il santuario dedicato alla Madonna delle Grazie, costruito nel 1153.
I Portici Savini e la Chiesa di Sant'Antonio.
I resti del teatro romano che gli studiosi datano la sua costruzione nel II secolo d.C.

L'antica chiesa di Sant'Anna dei Pompetti o dè Pompetti e l'adiacente via Antica Cattedrale, luogo dove la Domus romana e il Mosaico del Leone (chiusi al pubblico), rinvenuto nel 1891 durante i lavori di costruzione di Palazzo Savini in Corso Cerullie databile intorno al I secolo a.C.

In Via Antica Cattedrale è ubicata la sede della PacotVideo.

Si prosegue con il Municipio e l'adiacente cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo, patrono della città.
Il Duomo è certamente la più pregevole opera artistica della città.
Il Museo Archeologico "Francesco Savini".

Il Corso San Giorgio con alcune suggestive riprese effettuate dall'alto.

Si prosegue con altre immagini aeree e successivamente con immagini dei Tigli, recentemente abbelliti con il posizionamente di statue raffiguranti dei teramani che hanno dato lustro alla città Teramo.

Piazza Garibaldi che è stata appena ristrutturata con la realizzazione dell'Ipogeo ... dalle immagini ci si può fare una idea di come era nel passato e come è oggi ... e il mio giudizio è che, esteticamente, non sempre il nuovo è meglio del passato.

Esterno del Castello della Monica.
Il documentario della PacotVideo (realizzato il 6 ottobre 2011) si conclude con immagini notturne della città.
Per la colonna sonora sono stati utilizzati motivi musicali folkloristici teramani e abruzzesi.


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Il video, della durata di 9 minuti circa, è stato pubblicato integralmente nella pagina Facebook della PacotVideo e su 3 canali di video sharing:
(You Tube - DialyMotion - Vimeo - Blip.TV - Kewego) gestiti dalla PacotVideo.

N°94 immagini estrapolate dal video sono visionabile nella pagina Facebook del "blog della città di Teramo"

Video e foto sono stati inoltre pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

sabato 14 maggio 2011

Il mio Ararat. Un fantastico trekking tra Laga e Gran Sasso alla ricerca di se stessi


Dopo Silenzi di Pietra esce il secondo libro di Sergio Scacchia Il mio Ararat, un fantastico trekking tra Laga e Gran Sasso alla ricerca di se stessi.

Sergio Scacchia, teramano, attraverso le sue scritture guida alla conoscenza della montagna abruzzese in tutti i suoi aspetti e con modalità appassionanti per il calore e la semplicità.
Un libro per tutti, Il mio Ararat descrive nuovi percorsi e si compone di tre sezioni.

La prima, interamente redatta da Sergio Scacchia racconta con esemplare genuinità i momenti della camminata.

Per la seconda parte, in cui si realizzano tecnicamente dei percorsi con l’ausilio di mappe, l’autore si affida a Massimiliano Fiorito, escursionista ed organizzatore della sezione CAI di Teramo.

La terza parte è una spettacolare raccolta di fotografie ad opera di Alessandro de Ruvo, uomo di straordinarie capacità in cui si sposano l’amore per la montagna e la fotografia.

Da questo sodalizio di passione, nasce un libro destinato ad occupare un posto di rilievo nella biblioteca degli appassionati della montagna abruzzese, ma anche in quella di curiosi gitanti a caccia di paesaggi sublimi e di emozioni uniche.

Qui di seguito l'intervista esclusiva realizzata e pubblicata da "Paesaggi d'Abruzzo"


Perché questo titolo dal sapore biblico per raccontare di un viaggio attraverso le montagne teramane e aquilane?

L’Ararat è la montagna dove si arenò l’Arca di Noè dopo il Diluvio Universale, la vetta sacra che angeli, con spada e fuoco, rendono da sempre inaccessibile ai piedi umani.

Un posto sacro, luogo di miti e leggende che gli esperti situano nella regione montuosa dell’Urartu, un vasto territorio in cui fiorì tra il X°e il VI° secolo ante Cristo, un regno potente a lungo rivale di quello assiro.

Questo mondo verticale, per me rappresenta, con i suoi valori simbolici, l’itinerario fisico e spirituale attraverso le nostre montagne, non sulle tracce di Noè, ma alla ricerca di noi stessi e del nostro rapporto con la natura e con gli altri.

Perché, non è tanto importante la meta, quanto il cammino stesso!

Nel libro inviti ad una sorta di “Sharazad” montano di storie
su storie legate dal filo di un cammino che consigli a tutti,
in cerca di ritagli di natura incontaminata,
primordiale e scampoli di vera avventura.


Il percorso che abbiamo fatto io e Massimo Fiorito è da condividere con tutti.

Avventure, esperienze, esplorazioni, vissute in prima persona da due amici, fedeli all’idea secondo la quale viaggiare significa anzitutto tornare alla propria terra, a fare esperienze dirette, per conoscersi a fondo attraverso le proprie origini.

Giorni e giorni per incontrare pastori, contadini, donne, per sentire qualcosa degli infiniti sapori e colori, suoni e silenzi che cadenzano la vita di tutti i giorni; l’esistenza di quel meraviglioso territorio compreso tra i monti della Laga e il Gran Sasso, alla ricerca di sé stessi e del contatto con la natura.

Per conoscere cosa c’è dentro il profondo di ognuno di noi.

Storie di algidi bivacchi sotto una coltre di faggi, nella rientranza di una parete rocciosa o accanto ad un macigno cubico.

Storie di uomini dalle solide radici permeate da quella cultura che vede il bosco, la montagna, la natura con deferenza non disgiunta da ancestrale timore. Uomini ai quali dobbiamo la gratitudine che si deve a dei custodi autentici di un mondo ineguagliabile.

Arte, magia, arcaismo, potenza degli elementi naturali, uno stroboscopio d’immagini. È il riassunto di un trekking fantastico.

Nel solco della letteratura di viaggio, si annuncia quindi
un libro brillante con una grande mole di riflessioni
e indicazioni per camminare in ambienti ancora
incontaminati, perché nulla è permanente nella vita,
tutto è provvisorio, eccetto la montagna.


Un viaggio esteriore e interiore tra il teramano e l’aquilano, per imparare a riconoscere anche i propri demoni personali e sconfiggerli, per sperimentare una temporalità diversa, quella del presente e non quella di un futuro da rincorrere.

Un trekking per riappropriarsi anche del tempo per la contemplazione e contrapporlo a quello che fugge, delle carriere, delle ambizioni, delle seduzioni, dei confronti e degli impegni.

Un tempo nuovo, di qualità, lontano dall’ansia. Il tempo dell’esserci!
Questo mio lavoro è soprattutto dedicato alle moltissime persone che considerano la lettura di un libro soltanto uno spreco del proprio tempo.

Nei tuoi lavori apri sempre la porta agli amici
e alla loro partecipazione.


Si, io sono sempre presente su Facebook, ho una nutrita bacheca di amici, perché credo che non ci sia cosa più bella che condividere, idee, foto, emozioni, anche dolori quando ci sono.

Nel libro, oltre alla consueta partecipazione di Massimo che illustrerà alcuni percorsi facili e adatti alle famiglie, ho chiesto ad un caro amico, Alessandro De Ruvo, di impreziosire il lavoro con i suoi stupendi scatti fotografici che nascono da una passione infinita per il nostro territorio e per l’ambiente in generale.

In più ci sarà la prefazione di un professionista esperto di paesaggi come l’ingegner Castellucci, presidente dell’Archeoclub sezione di Teramo.

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Indirizzi Utili:
Pagina Fans su Facebook: "Il mio Ararat"
Pagina Fans su Facebook: "Paesaggi d'Abruzzo"

martedì 12 aprile 2011

L'A.N.P.I. di Teramo ricorda i tre giovani partigiani fucilati presso il cimitero di Cartecchio

Si è svolta nella mattinata di Martedì 12 Aprile 2011, presso il cimitero di Teramo, la Commemorazione dei tre giovani partigiani, organizzata dalla Sezione di Teramo “Manfredo Mobili” dell’Associazione Nazionale Partigiani D’Italia (A.N.P.I.)
I tre Partigiani Elio DE CUPIS 19 anni, Erminio CASTELLI 21 anni e Sergio CUCCHIERATO 20 anni, furono fucilati alla schiena dai fascisti il 12 aprile 1944 nel cimitero di Cartecchio.

La cerimonia ha visto la presenza di numerosi cittadini, Partigiani, consiglieri comunali e provinciali e una delegazione di studenti delle scuole superiori.



Dopo l’introduzione del Presidente della sezione di Teramo Antonio Topitti, è intervenuto il Sen.Antonio Franchi, Presidente provinciale dell’A.N.P.I. che ha ricordato le giovani vittime e alcune tappe della resistenza teramana. In rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Teramo è intervenuto l’Assessore Giorgio D’Ignazio.

La commemorazione è poi seguita con l’incisivo discorso del Prof. Sandro Melarangelo, memoria storica della città di Teramo e membro del Direttivo dell’ANPI, che ha ricordato l’intera vicenda dell’eccidio, ripercorrendo le ultime ore, che accompagnarono i tre Partigiani alla fucilazione compiuta dai fascisti.

Il Generale Giacomino Sciarra ha portato il saluto dell’Associazione Nazionale Alpini alla manifestazione, leggendo la preghiera per l’alpino.

La celebrazione si è conclusa con la deposizione di due corone dell’A.N.P.I. sulla tomba dell’alpino Erminio CASTELLI e su quella di Elio DE CUPIS, Medaglia d’oro della Resistenza, ricordando il Partigiano Sergio CUCCHIERATO sepolto nel cimitero di Mestre(VE).


Qui di seguito il discorso integrale di Sandro Melarangelo.

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Era una giornata di sole, due giorni dopo la Pasqua di 64 anni fa (12 aprile 1944) quando presso Cartecchio, il cimitero comunale di Teramo, ci furono i colpi di moschetto e caddero tre patrioti.
La loro colpa era quella di aver svolto l'attività in azioni partigiane sopra a Villa Vallucci (Montorio al Vomano).

Catturati e portati nel carcere di Sant'Agostino di Teramo, dopo pochi giorni furono processati dal Tribunale Speciale Militare nella sala della Corte d'Assise e condannati alla pena capitale.

In questo luogo 64 anni fa, dopo che il Presidente del Tribunale Militare Speciale aveva letto la sentenza, e dopo che invano il Gasperini, che faceva la difesa d'ufficio, faceva capire che si sarebbe andati sicuramente alla condanna a morte, ebbene, nonostante questo, qualche giorno dopo dal carcere di Sant'Agostino furono tradotti a Cartecchio.

Il cappellano militare, occorre ricordarlo dalle cronache del tempo, don Pietro Santini cercò di stigmatizzare l'arroganza del capo manipolo, il famigerato Carlo Alberto Cimato, che era anche membro supplente del Tribunale Militare Speciale.

Non si diede ascolto a don Pietro Santini che diceva "non potete trattare con scherno tre giovani che stanno andando alla fucilazione e nonostante voi li consideriate delinquenti sono sempre dei giovani che si apprestano ad essere uccisi" ... e la terribile condanna a morte fu eseguita.

Chi erano questi tre ragazzi?

Uno di loro era sardo, c'era un ragazzo di Mestre, e vari altri a cui fu commutato la pena all'ergastolo.

Questi giovani erano accorsi a Bosco Martese perchè c'era stato eco in tutta Italia di una delle prime battaglie vittoriosa nei confronti dei nazisti invasori.

Quindi questi giovani accorsero da varie parti d'Italia e cercarono di allinearsi con i movimenti resistenziali.

In una di queste sopra Villa Vallucci, a Montorio, una formazione partigiana guidata da Erminio Castelli di Valle Castellana, fu catturata dai fascisti repubblichini e portati presso il carcere di Sant'Agostino e processati.

Qui a Cartecchio ci troviamo in un campo dove riposano i leggendari comandanti partigiani Ammazzalorso, Rodomonte, Adelche Fioridonati, il partigiano Renato Molinari che fu combattente valoroso in Piemonte e poi fucilato a Rivoli.

E poi, accanto a questi, le vittime del fascismo e delle barbaria nazista, i fucilati del 25 settembre 1943 a Bosco Martese, i fucilati del 13 giugno 1944 dietro la caserma Rossi, anch'essi ragazzi dai 16 ai 18 anni.

E accanto a questi Ercole Vincenzo Orsini, uno dei maggiori capi della cospirazione anti fascista.

E tra questi Luigi "Tom" Di Paolantonio e Mario Lanciaprima, tutti combattenti per la libertà e per la democrazia.
In questo campo riposano questi patrioti.
Alcuni di questi furono partigiani combattenti che tanto diederono per la liberazione di Teramo, che tanto si batterono per auspicare una società democratica e più giusta.

Ad Elio De Cupis, per il contegno che ebbe durante il processo e anche dopo, presso il cimitero di Cartecchio, quando il capo manipolo volle legarli alle sedie e fucilarli alla schiena, il De Cupis reclamò giustamente una fucilazione che doveva meritare, quella di una fucilazione al petto.


E invece vennero fucilati alla schiena perchè considerati traditori.

Il tradimento si capiva benissimo di chi era.
Di quel gruppo di manipoli fascisti che assoldati dai tedeschi operano questa che fu una delle varie stragi che ci furono nella Provincia di Teramo.

Ma il combattentismo partigiano e patriottico non finì e si continuò per altri nove mesi dalla Battaglia di Bosco Martese fino alla Liberazione di Teramo, fino ad avere finalmente una riconquistata libertà con la creazione di basi di una nuova democrazia.

Ad Elio De Cupis fu conferita la Medaglia d'Oro, ed è orgoglio dei teramani avere le sue spoglie mortali presso "Il campo degli Eroi ti tutte le guerre" nel cimitero di Cartecchio a Teramo.

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.

Il video, della durata di 25 minuti, è stato pubblicato integralmente su tre canali video (Vimeo - Blip.TV - Kewego) gestiti dalla PacotVideo.

E inoltre pubblicato su quattro blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:
- blog della Resistenza Teramana,
- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

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REPORTAGIO FOTOGRAFICO
CON IMMAGINI ESTRAPOLATE DAL VIDEO







































































































domenica 19 dicembre 2010

Festa della Teramanità

Il 19 dicembre, nel giorno della ricorrenza di San Berardo, Santo Patrono della città di Teramo, presso la Sala Polifunzionale della Provincia si è svolta la 15° edizione della Festa della Teramanità.
La manifestazione, organizzata egregiamente dall’associazione culturale Teramo Nostra, rende omaggio a personalità illustri che si sono particolarmente distinte per il bene della città di Teramo.

La 15° edizione ha voluto premiare personalità non prettamente teramane ma che, grazie alla passione e alla professionalità nel proprio lavoro, possono considerarsi "teramani d'adozione, e quindi meritevoli di un riconoscimento ufficiale.

La manifestazione è stata presentata dal cabarettista giuliese Marko Ferrari ed è stata integralmente video-ripresa da Vincenzo Cicconi, teramano DOC e titolare della PacotVideo.


67 - Festa della Teramanità (2010-12-19) from Pacotvideo on Vimeo.



Questa la scaletta della manifestazione.

1 - Alcune ballerine dell'associazione Arteballetto di Sara Marchetti eseguono una performance dal titolo "Carmen-Suite".

2 - Saluti del Presidente Piero Chiarini ed del Direttore Artistico Sandro Melarangelo che illustra la collettiva di pittura ispirata al “Miracolo di San Berardo” tematica con sfumature religiose, culturali e storiche su cui, in piena libertà tecnica ed interpretativa, si sono cimentati oltre venti artisti della provincia di Teramo e gli alunni del Liceo Artistico cittadino, coordinati dal Prof. Marco Pace.

3 - Presentazione del volume “A contar camosci nella Conca del Sambuco” di Marcello Maranella, Direttore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, intervistato dall’addetto stampa di Teramo Nostra Alessio Palantrani.
Si sono descritte così le importanti attività, legate all’emergenza terremoto, alla tutela della biodiversità del Parco e all’educazione ambientale, che tale Ente è in grado di realizzare per il proprio territorio e la sua popolazione.

4 - Sketch comico di Marko Ferrari, videoripreso per soli tre minuti per espressa richiesta dell'autore, che ha più volte ironizzato sulle sue origine giuliesi e sulla sua infanzia “difficile” fra dialetti incomprensibili.
La verve comica del presentatore si è anche scagliata su alcune contraddizioni del nostro territorio e non ha risparmiato Chiarini e Melarangelo, recentemente protagonisti di eclatanti proteste a difesa del Teatro Romano.

5 - Silvano Toscani, poeta teramano, che recita alcune poesie in dialetto teramano.

6 - Consegna della Targa alla direttrice del trimestrale dell’associazione Teramo Nostra, Cosima Pagano, nativa del Salento, per la sua disinteressata professionalità in difesa del patrimonio artistico e culturale della città di Teramo.

7 - Consegna della Targa al Magnifico Rettore Rita Tranquilli Leali, originaria della capitale, che sta dirigendo un’istituzione culturale e scientifica di prim’ordine come l’Ateneo teramano.

8 - Consegna della Targa al Dott. Enzo Caporale, nato a Torino, che dirige da venti anni l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo rendendolo eccellenza scientifica italiana ed internazionale.

9 - Consegna della Targa all’On. Elisabetta Zamparutti, altoatesina, deputata dei Radicali Italiani che ha difeso il nostro Teatro Romano nelle aule parlamentari dal malcostume imperante.

10 - La serata si conclude con i saluti finali di Piero Chiarini, Presidente dell'associazione culturale Teramo Nostra.



(96 - Festa della Teramanità (2010-12-19) from Pacotvideo on Blip-TV)


Il video, della durata di 70 minuti, è stato pubblicato integralmente su due canali video (Vimeo e Blip.TV) gestiti dalla PacotVideo e su tre blog (blog della Città di Teramo - blog della PacotVideo - Pensieri Teramani), anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo

sabato 18 dicembre 2010

Il Teatro Antico Romano. Ieri .. oggi .. e si spera .. domani

Una giusta battaglia civile la si può combattere in vari modi.
C'è chi scende in piazza per manifestare il proprio dissenso e c'è chi, come me, preferisce fare da cassa di risonanza, con l'ausilio delle mie "armi" (telecamera e divulgazione dei video su internet), alle altrui battaglie civili.

Anche stavolta ho reputato giusto mettermi a disposizione del professor Sandro Melarangelo e di Teramo Nostra nell'ormai più che decennale battaglia per riportare alla luce il Teatro Antico Romano.


188 - Teatro Antico Romano. Ieri, oggi .. domani
Uploaded by pacotvideo.


All'inzio del video, della durata di circa 19 minuti, il professor Melarangelo indossa le vesti di storico della città di Teramo ripercorrendo alcune fasi della storia del Teatro d'Interamnia (che aveva già magistralmente fatto in un altro video) fino a giungere al 2 dicembre 2010, giorno in cui, in segno di protesta, si sdraiò per terra per impedire che i reperti archeologici fossero prelevati e trasferiti altrove.

Quell'atto di protesta si dimostrò vincente.

Difatti le pietre del Teatro d'Interamnia sono state parcheggiate sulla strada, di lato del Teatro d'Interamnia e verranno riposizionate dopo che i lavori nel medesimo Teatro verranno portati a termine.

Qui di seguito la trascrizione dei primi 6 minuti circa nel quel il professor Sandro
Melarangelo racconta "storia ed attualità" del più importante monumento romano di Teramo.

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Il Teatro d'Interamnia è il teatro romano più grande del Piceno che potrebbe anche essere riutilizzato.
Stiamo parlando di una impresa epica che partì da Francesco Savini nel 1901 e nel 1926, produsse una relazione per l'Accademia dei Lincei che fece proprio quella ricerca.

Queste importanti iniziative di Francesco Savini e successivamente del Ministro della Cultura Popolare Bottai e ancora poi di Giovanna Melandri ma anche degli altri Ministeri dei Beni Culturali successivi purtroppo ancora oggi non possono avere soddisfazione perchè qualcuno impedisce che si porti avanti questo progetto storico per la Città di Teramo ... il recupero del Teatro d'Interamnia.

Ma noi insisteremo.

Il 2 dicembre 2010 quando si cercò di rimuovere i reperti archeologici dal Teatro Romano, cioè le pietre che componevano i 4 fornici sud est del teatro noi abbiamo impedito che venissero asportati dall'aerea e collocati in una zona, si archeologica come quella della Cona, ma chissà se poi li avremmo riavuti.

E soprattutto chissà se poi avremmo riavuto la ricostruzione dei 4 fornici.

Ora noi auspichiamo che questo teatro sia ricostruito nella sua interezza per quello che è possibile ... ed è possibile perchè i reperti ci sono.

Sono ammassati nell'area e noi li abbiamo fatti lasciare nell'area e sono così tanti che possono ricomporre quella parte mancante affinchè noi possiamo avere il Teatro d'Interamnia ricostruito per quella parte che può ancora essere utilizzabile anche in un futuro per iniziative estivedi spettacoli teatrali, di spettacoli operistici.

Stamattina (2 dicembre 2010) ci siamo svegliati di soprassalto perchè varie telefonate di vari cittadini ci hanno informato che sul Teatro Romano, nonostante le assicurazioni che ci erano state date anche pubblicamente dal sindaco in Consiglio Comunale, si vedeva ancora all'interno del Teatro armeggiare una ruspa che prelevava i reperti archeologici e li metteva su di un camion.

E poi qualcun'altro dall'area della Cona, l'area della Via Sacra, dove dovevano essere portati questi reperti archeologici, ci hanno avvisato che un camion scaricava pietre su quell'area.

Allora noi ci siamo precipitati nell'area di cantiere, abbiamo guardato
attraverso le fessure perchè c'è un'ampia staccionata.

E' la prima volta che succede che in un cantiere ci sia un'ampia staccionata che impedisce la visuale di quello che sta succedendo li dietro ... bene ... dopo aver visto che cosa succedeva da dietro le fessure abbiamo chiesto alla fine al capo cantiere della ditta appaltatrice di Montorio, Patella.

Molto gentilmente ci ha fatto entrare all'interno del cantiere e abbiamo constatato che l'allarmismo dei cittadini teramani era esagerato.

Non trattavasi di asportazione delle pietre romane, dei reperti archeologici che devono servire per la ricostruzione dei 4 fornici, ma di pietre di fiume che nel tempo erano state depositate li.

Poi ci siamo recati per renderci conto dal vivo sull'area della Cona ed abbiamo
constatato che era vero quello che ci siceva la ditta appaltatrice Patella.
Quindi ci siamo rassicurati

Però è importante che i vari cittadini teramani al di fuori di Teramo Nostra si siano interessati per la salvaguardia di questo importante bene, di questo importante monumento, di questo reperto archeologico romano più importante d'Abruzzo.

I cittadini teramani finalmente lo fanno proprio, cominciano ad inorgoglirsene e ostacolano, contrastano quelli che vorrebbero ancora le due fatiscenti case, una terremotata, Casa Salvoni, l'altra, Casa Adamoli, riconsolidata e non si capisce perchè, insistano ancora sulla cavea del Teatro Romano.

Tutti sono scandalizzati di questo e tutti chiedono che questi due edifici incongrui vengano rimossi per rimettere a vista il Teatro Romano

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Approfondimenti alla vicenda del Teatro Antico:
Il Teatro Romano senza pietre (Giancarlo Falconi)
Sandro Melarangelo tira le pietre... (Giancarlo Falconi)

Il video è stato pubblicato sui seguenti canali video gestiti dalla PacotVideo:
1 - DailyMotion di Virgilio
2 - Kewego
3 - Vimeo
4 - Blip.Tv

Articolo, video e foto sono stati pubblicati sui blog gestiti dalla PacotVideo:
1 - Blog della città di Teramo
2 - Blog della PacotVideo
3 - Blog dei Pensieri Teramani

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