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domenica 14 luglio 2013

La pietra, regina del borgo di Frattoli

“Agli occhi dell’uomo tutte le sue vie sono rette, ma chi pesa i cuori è solo il Signore”. (Proverbi 21,2).


Intorno a Crognaleto, con la sua frazione principale, Nerito, insiste una miriade di minuscoli paesi, anche se i boschi stanno mangiando i rustici abbandonati e i sentieri antichi, inghiottendo parte dei segni della vita degli uomini.

Fra questi borghi c’è Frattoli a 1115 metri sul livello del mare, che conserva, oggi, più di una chiesa antica con stupendi altari lignei e con mura, dove sono ancora visibili delle belle iscrizioni del 1400, 1500, impresse anche su stipiti e portali.

Trovo stupenda San Giovanni Battista in stile gotico con il suo inaspettato portico seicentesco delle “logge”.
Il paese dipendeva da Amatrice, poi nel XVII secolo, entrò a far parte del Ducato di Atri della potente famiglia degli Acquaviva che, da queste parti trascorrevano giorni di vacanza.

Il borgo, dal quale si gode il panorama forse più bello del comprensorio, è stato a lungo un centro artigianale conosciuto nell’intaglio del legno e nella lavorazione della pietra.

Fu proprio a Frattoli che abili artigiani realizzarono la splendida statua della Madonna delle Grazie, venerata nel santuario francescano di Teramo, dove approdò alla fine di un grande pellegrinaggio attraverso Piano Roseto, Macchia Vomano e giù verso Montorio.

La Vergine, vestita di drappi pregiati come si conviene ad una regina, pare che, in groppa ad un mulo, se la vide brutta alle porte del capoluogo. La bestia affaticata, inciampò e rotolò pesantemente sul greto del fiume Tordino, proprio sotto la strada.
Urla disperate dei fedeli che credevano di trovare la statua in mille pezzi.

Ma la Madonna delle Grazie rimase illesa e si gridò al miracolo.

L’opera, che di certo conoscete bene, è fantastica!
La bellezza del volto espressivo, il capo reclinato verso il Bambino, le mani affusolate, danno l’idea della bravura degli artigiani montanari.

Ancora oggi Serafino Zilli, l’ultimo di una famiglia di scalpellini d’epoca, fa risuonare le vecchie contrade del battito del suo martello.
Gran parte delle chiese nella Laga teramana e molte antiche abitazioni sono state abbellite dall’estro e dall’arte di questi uomini dediti all’arenaria, azzurra all’origine, beige corrosa dalle intemperie e dal trascorrere del tempo.

Inventarsi la vita in queste valli profonde non è stata cosa facile sia per l’asprezza dei luoghi, che per gli inverni lunghi.

La storia da queste parti non è altro che il racconto a volte difficile da credersi, dei sacrifici e della tenacia con cui la gente ha vinto le difficoltà di un mondo avaro di risorse.

Il lavoro artigianale dei tanti uomini come gli Zilli, si confonde ad ogni passo con la storia umana e civile dei primi insediamenti, dello sfruttamento dei boschi e dell’arte di lavorare pietra e legno servendosi dell’ingegno dei valligiani.

I fratelli, giunti fin qui da Campotosto, diedero i natali anche a Amedeo che, padre di dodici figli quasi tutti maschi, ripopolò Frattoli di muratori e scalpellini.

Alto e grande di aspetto, sorta di armadio umano, incuteva timore a prima vista, ma era di una bontà infinita.

Ha lasciato varie testimonianze della sua abilità artistica, dalla torretta della chiesa di Padula, ai finestroni di Cesacastina o gli altari a Frattoli.
La pietra, vera regina di questi luoghi si riconosce ancora oggi tra gli scempi delle costruzioni moderne.

Si capisce la squadratura dei blocchi fatta a mano per stipiti di porte e finestre, s’intuisce facilmente che queste mura non temono nessun terremoto. In molti paesi, riattati i rustici e le antiche case, le vecchie comunità si ritrovano nelle brevi stagioni estive.

Cresciuto il benessere economico, è nato un nuovo atteggiamento nei confronti dell’ambiente.

I secolari sentieri tra boschi e costoni impervi, i valichi un tempo importanti vie di comunicazione, i percorsi lungo i torrenti tra spume e cascatelle, sono tornati ad animarsi non più attraversati da boscaioli e pastori, ma da camminatori che vogliono riscoprire la cultura montana.

Sono molti i paesi che meritano attenzione magari visitandoli a piedi : Cervaro con la bella chiesa di S.Andrea, Altovia e Aiello, con il tempio cinquecentesco dei santi Silvestro e Rocco e Tottea, villaggio costruito su di un enorme masso di arenaria dove si trova un Ecomuseo e un Centro di documentazione del Parco.

(Da Il mio Ararat, Cassandra Edizioni) 
Articolo di Sergio Scacchia per "Paesaggio Teramano"

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 21 minuti ed è stato pubblicato su tre canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo).

E' stato pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

E' stato pubblicato sulle pagine Facebook:
1 - Produzione Video a Teramo (Abruzzo) - PacotVideo.it di Cicconi Vincenzo
2 - Il blog della città di Teramo e della sua Provincia
e sulle pagine di Google Plus
1 - PacotVideo di Cicconi Vincenzo
2 - La Città di Teramo e la sua Provincia

Infine la pubblicazione del video è stato comunicato attraverso Twitter
1 - PacotVideo di Cicconi Vincenzo
2 - Città di Teramo

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sabato 13 luglio 2013

Tutti alla Madonna della Tibia a Crognaleto il 9 agosto!

Torno a parlarvi della piccola chiesina della Madonna della Tibia a Crognaleto perchè il 9 agosto prossimo si svolgerà in questo luogo bellissimo, una Fiaccolata Mariana che dal paese arriverà fin sulla chiesina.
Sarà un momento di preghiera meraviglioso come accade da anni.
Siete tutti invitati!
In collaborazione con la Pacot Video di Enzo Cicconi, è stato realizzato il dvd che potete vedere a completamento dell'articolo che è tratto dal libro "Il mio Ararat".


L’ascetismo, questa sorta di monachesimo che prevedeva vita eremitica e contemplativa in luoghi improbabili, si sviluppò nel nostro territorio per la presenza di anfratti e ricoveri naturali un po’ovunque.
Volete sapere cosa penso?

Gli eremiti erano uomini in preda ad un amore infinito.
Avevano così tanto da dare e il mondo così poco da chiedere, che si videro costretti a riparare verso rifugi isolati.

L’amore grande, simile a quello che Gesù pensava per ognuno di noi, era così ingestibile, da trasfigurarli.

Sono uomini che hanno vissuto, come afferma Paulo Coelho, grande scrittore brasiliano, unicamente per essere consumati dal loro amore.

Ogni volta che scocca il mezzodì e mi fermo a pregare l’”Angelus”, Massimo mi guarda attonito.

Sono anni che recito l’Ave Maria al mattino, a mezzogiorno, appunto e alla sera.
Qualche volta sono costretto ad abdicare a questo intimo momento a causa del mio lavoro ad uno sportello informazioni dell'Agenzia delle Entrate.
Il ricordo dell’angelo annunziatore, scandisce i tre punti centrali della mia giornata, una sorta di “breviario” popolare che aiuta a santificare il tempo.

La costruzione in pietra della chiesa sorge a oltre mille e cento metri di altezza ai piedi di un’immane bastionata di arenaria, balcone privilegiato su oltre la metà del Parco.

La ricostruzione ultima è del 1617, un bellissimo esempio di architettura ecclesiastica che nel basso Medioevo prediligeva luoghi impervi, isolati, magari su speroni di roccia.
Edificata da un certo Bernardo Paolini dopo aver ricevuto una grazia, è stata restaurata da pochi anni.

Si raggiunge in qualche minuto di cammino sopra l’abitato, su di un percorso ricavato dal taglio della pietra arenaria che sembra un corridoio tortuoso all’interno della roccia stessa.

È proprio a strapiombo come nido di rapaci.

Tutt’intorno, il panorama è splendido, anche se oggi s’intuisce tra le nuvole stagnanti che paiono levarsi direttamente dal bosco intorno al Piano Roseto, parcheggiate alla rinfusa sopra la valle.

In questo luogo sono documentate processioni infinite di pellegrini oranti che, in abiti medioevali, mantelli lisi, bardati di cappelli a larghe tese, con il loro saldo bastone su cui appoggiarsi nella fatica, i poveri fardelli e l’immancabile conchiglia per bere acqua, procedevano nella buona come nella cattiva stagione.

Affermavano così la loro presenza discreta e silenziosa.
Oggi tra questi lastroni accostati, non c’è nessuno.

Alla Madonna della “Tibbia”, la devozione popolare ha attribuito tanti miracoli, soprattutto guarigioni da incidenti sul lavoro, protezione dalle calamità, addirittura guarigioni da malattie della fertilità.

Il costone boscoso dietro il piccolo tempio con l’antica casa dei pellegrini adiacente, ospita oltre a faggi, anche qualche antico carpino dalle piccole foglie simili a ritagli di cuoio.

Era in questa casupola che si ospitavano i viandanti.
Dentro c’era lo stretto necessario: un letto duro, lenzuola vecchie ma pulite, brocca d’acqua e bacinella per una minima igiene personale.
Servizi con acqua calda e pasti, neanche a parlarne.

In epoche antiche al posto di questa piccola casa, c’era una grotta dove si svolgevano riti per propiziare l’allattamento per i bambini.
Le donne partorienti si riunivano in preghiera tutte le sere.

Ricordo che il mio amico Giovanni Corrieri, critico d’arte e storico teramano, mi spiegò una volta che il toponimo “tibbia” non sta per la parte anatomica del piede che si è rotta, ma è una parola che riporta alle origini romane del luogo dove si trova la chiesa.

Da una finestrella buttiamo un’occhiata all’interno dove, con meraviglia, scopriamo un mucchio di funghi secchi, pronti per essere mangiati.
Eviteremo, domani, il sentiero segnato che inizia a destra della chiesa.

Corre ai piedi di una parete verticale, porta in quaranta minuti al crinale erboso della rocca Roseto, un tempo punto di controllo dei pascoli d’alta quota, da dove si raggiunge facilmente, attraverso belle faggete, la porta del Parco, Montorio al Vomano.
Noi vogliamo entrare rapidamente nel Gran Sasso.

Non so se provo fastidio perché Massimo continua a tirar corda e a far suonare le piccole campane o per l’insistente pioggerellina che scende giù, picchiettando inesorabile sui nostri cappucci di tela cerata.
 “Chi vuoi che senta suonare, non c’è anima viva!”.

L’ovale di Massimo che sbuca dalla cerata, rappresenta un viso tosto e determinato.
Mi rassicura, viste le condizioni impietose del tempo.
Lo zaino torna a segare le spalle.
Il botto del tuono mi fa trasalire.

Scegliamo di ripararci, visto che la chiesa e la casa del pellegrino sono sbarrate, sotto un masso sporgente, all’inizio del piccolo bosco.
Affondiamo fino alle caviglie nelle foglie dal margine seghettato, rese poltiglia dalla pioggia.
I polpacci sembrano legni modellati da mastro Geppetto.

Sulla corteccia grigia di un albero c’è il segnavia del percorso.
Poi decidiamo di riparare sotto il paese, proprio quando la furia del temporale va attenuandosi.
Il massimo della pioggia l’abbiamo già presa.

(Da Il mio Ararat edizioni La Cassandra)
Articolo di Sergio Scacchia per "Paesaggio Teramano"

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 10 minuti ed è stato pubblicato su quattro canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV).

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martedì 18 giugno 2013

Traversata delle Gole del Salinello (1996-05-12)


La traversata delle Gole del Salinello ha rappresentato una delle più emozionali tra le escursioni del 1996.
Incassate tra i Monti Gemelli del Foltrone e della Montagna dei Fiori con la cima del Girella le gole sono un vero e proprio canyon dalle pareti strettissime a strapiombo modellate dal lento lavorio dell'acqua.

A rendere ancora più interessante la giornata la visita ad uno degli eremi presenti in zona: la Grotta di Sant'Angelo nel cui interno troviamo un altare con mensola in pietra del XIV° secolo dedicato all'Arcangelo Michele.

Ecco "Lu Caccame", la splendida cascata che ci accoglie con i suoi due salti di 35 metri di dislivello.


Le altissime pareti rocciose si avvicinano sempre più dando l'impressione di volerci cadere sopra fino al punto più stretto e suggestivo dove la distanza non è di più di tre metri con una altezza di circa duecento.

Sotto al Monte Girella l'escursione ci regala nuove emozioni .. stiamo per arrivare nei pressi dei ruderi di Castel Manfrino a 963 metri di altezza.
La fortificazione di Castel Manfrino eretta nel 13° secolo dagli Svevi ad opera di Manfrino fu ulteriormente rafforzata dagli Angioini ricoprendo un ruolo strategico nello scacchiere difensivo dell'epoca.

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 3,30 minuti ed è stato pubblicato su cinque canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV.

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domenica 12 maggio 2013

A Roseto degli Abruzzi esibizione ed evoluzioni delle Frecce Tricolori ... e non solo

Si è svolta a Roseto degli Abruzzi la manifestazione “Roseto Air Show – Frecce Tricolori 2013″ con l'esibizione delle gloriose Frecce Tricolori della pattuglia acrobatica nazionale dell'Aeronautica militare italiana.

Spiaggia strapiena di persone provenienti da tutta Italia con il naso all'insù, molti hanno assistito allo spettacolo anche dalla vicina Montepagano e anche da Scerne e Pineto.

Secondo quando si legge nelle cronache locali si leggono cifre in libertà; si passa dalle 60.000 persone presenti e si arriva ad altri più ottimisti che parlano di 160.000 persone ... qualunque sia la cifra esatta è stato, per l'Amministrazione Comunale un indubbio successo.

L'esibizione che abbiamo videoripresa è stata divisa in due parti.

Nel primo video è possibile ammirare le evoluzioni, iniziate alle ore 16,00,
degli aerei civili e militari.


Questi gli aerei civili che si sono esibiti;
1 - Ramphos, guidato da Giorgio Gabrielli
2 - Yak 52 guidato da Gianfranco Caprai;
3 - RV6 guidato da Enzo Pacenti;
4 - AB.212 della Polizia di Stato e della Croce Rossa;
5 - Bolkow guidato da Carlo Mariani;
6 - Stirman guidato da Piero Angelillo;
7 - T6 guidato da Sandro Pagliarin;
8 - ATR della Capitaneria di Porto;
9 - Fournier RF4D guidato da Blue Voltige;
10- HH-3F dell'Aeronautica Militare
(dati estrapolati dal catalogo realizzato dagli organizzatori)

I velivoli militari, tra cui quello della Polizia e della Capitaneria di Porto e della Croce Rossa hanno proposto delle simulazioni di soccorso in mare.

Nel secondo video si può assistere all'esibizione aeree dei dieci MB-339
della PAN (Pattuglia Acrobatica Nazionale), di cui nove in formazione e uno solista.




Le Frecce Tricolori hanno entusiasmato il pubblico presente con circa mezzora di evoluzioni ad alta quota, proponendo figure aeree molto emozionanti e in alcuni casi da brivido.

Il momento più emozionante, almeno per me, è stato quando la pattuglia acrobatica ha realizzato un cuore gigantesco per omaggiare tutte le mamme nella giornata a loro dedicata.

Altro momento interessante che ha fatto palpitare il cuore di chi è fiero di essere italiano è stato assistere, nel momento in cui lo spettacolo è termninato, una bellissima scia con i colori della nostra bandiera, lunga oltre tre chilometri.

Questo ultimo momento è stato reso ancora più magico grazie alla brano musicale "Nessun Dorma" di Luciano Pavarotti ... una bellissima musica che però si è sentita poco anche a causa dell'assordante rumore dei dieci MB-339 della PAN che sfrecciavano nel cielo.

Un cielo che inizialmente appariva scuro e tempestoso ma che è diventato "ottimale" proprio nel momento in cui le Frecce Tricolori hanno iniziato a solcare il cielo di Roseto degli Abruzzi.

Per chiudere questo mio scritto allegato ai miei due video considero ciò a cui ho assistito uno spettacolo indimenticabile avvalorato dal fatto di aver aggiunto al mio "sterminato" archivio anche un video con le Frecce Tricolori.

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
I due video sono stati pubblicati su quattro canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV).

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giovedì 7 marzo 2013

Valle Piola ... Il fascino della storia

Il video è stato realizzato dalla PacotVideo il 26 aprile del 1997



Le case di Valle Piola sono simili a un gregge riunito.

Sono passate generazioni, vissuto in queste povere case, dormito su alti letti di tavole, e ora riposano per sempre nella fossa comune della chiesa; è passato qui re Manfredi, e la sua anima erra ancora, a notte, senza pace, tra le rovine del suo castello.

È passato qui anche Carmine Santini «il giacobino senza pace» che, dopo una vita di violenza e di travaglio, è scannato, in una forra, dagli uomini del brigante Sciabolone; e qui s’è nascosto Delfico per mesi, vivendo in una grotta e cibandosi d’erbe.

Tutto è storia, tutto ha seguito nel mondo l’ascesa del progresso, ma i montanari di Valle Piola, come quelli degli altri villaggi di questa montagna, sono rimasti quelli che erano.

Esseri primitivi, terrorizzati ancora dal demonio e dalle streghe, che si riuniscono la notte del venerdì dinanzi al vecchio mulino.

Le ferrovie attraversano la terra, gli aeroplani sorvolano le vette ma nulla il montanaro ha voluto apprendere dagli uomini moderni, nessuna meraviglia della civiltà lo ha incuriosito.

Vive come viveva mille anni fa, mangiando ancora il suo farro, che pesta nel vecchio mortaio che già fu degli antenati; bevendo ancora l’acqua della medesima sorgente...”.
(Il giornalista Fernando Aurini in un articolo del 1959)


Valle Piola è nel distretto “Tra due Regni” del Parco Nazionale Gran Sasso-Laga.
È un nucleo di circa dieci edifici più una chiesa e un casale per pastori, a un’altitudine di circa 1000 metri sul versante nord orientale del Monte della Farina.

Da oltre un trentennio è in stato di abbandono.

L’abitato, nel corso degli anni, è stato depredato da gentaglia senza scrupoli.
La vetusta chiesa, con il tetto crollato, non ha più la campana, rubacchiata dai soliti vandali. Scomparsa la statua lignea del patrono San Nicola.

Le pitture sui muri del tempio sono state asportate chirurgicamente insieme all’intonaco.

Identica sorte hanno subito antichi chiavistelli, balconi di legno incastonati nei muri di pietra e portoni di legno intagliato.
Eppure, il fascino di questo grumo di case è incredibilmente intatto!

Il borgo, insieme alla vicina località Case Menghini, era il baluardo rassicurante sull’antica mulattiera, battuta da carbonai e pastori, che collegava la vetta del Monte Farina, rifugio dei partigiani della Resistenza teramana, con gli abitati di Acquaratola e Santa Cecilia.

Da qui i pastori abbandonavano i pascoli per raggiungere i tratturi che collegavano con il Tavoliere delle Puglie o l’Agro Pontino romano per far svernare le greggi.

Valle Piola era un centro importante per questi uomini costretti a mutare improvvisamente le loro condizioni di vita, in quella che era definita la “mala stagione”, di là dall’andamento del tempo atmosferico.



Gli articoli inseriti nella rivista sono redatti da Sergio Scacchia, autore tra l'altro di tre libri:
"Silenzi di Pietra" e "Il mio Ararat" e "Abruzzo nel cuore".

Tutti gli articoli sono condivisi su Facebook nella bacheca di Sergio Scacchia e nella pagina "Il Mio Ararat" e su Google Plus.

Gli articoli sono inoltre pubblicati da Vincenzo Cicconi della PacotVideo , tra l'altro gestore di questo blog, su:
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giovedì 17 gennaio 2013

Lo Tsunami Tour di Beppe Grillo e del MoVimento 5 Stelle a Teramo



Il nuovo tour elettorale di Beppe Grillo e del MoVimento 5 Stelle ha fatto tappa oggi pomeriggio a Teramo.
Come spesso accade quando scende in campo Beppe Grillo è stato un autentico spettacolo che ha contagiato il pubblico che ha letteralmente riempito Piazza Martiri della Libertà.

Al termine dello "spettacolare comizio" l'ideatore del Movimento 5 stelle ha lasciato la parola ad alcuni candidati alle prossime elezioni.
Questi sono i candidati abruzzesi:
1 - Gianluca Vacca
2 - Serena Smerilli
3 - Andrea Colletti
4 - Gianluca Castaldi
5 - Enza Blundo
6 - Massimo Di Renzo
7 - Daniele Del Grosso
8 - Elio Sottanelli

Per il resoconto di ciò che ha detto lascio la parola alle immagini del video integrale.

Questo è il riepilogo del programma dell'Agenda Grillo così come comunicato alla popolazione attraverso la divulgazione di locandine:

1 - Legge anticorruzione
2 - Reddito di cittadinanza
3 - Abolizione dei contributi pubblici ai partiti (retroattivi da queste elezioni)
4 - Abolizione immediata dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali
5 - Introduzione del referendum propositivo e senza quorum
6 - Referendum sulla permanenza nell’euro
7 - Obbligatorietà della discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese
8 - Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti
9 - Elezione diretta dei candidati alla Camera o al Senato
10 - Istituzione di un politometro per la verifica di arricchimenti illeciti da parte della classe politica negli ultimi vent’anni
11 - Massimo di due mandati elettivi
12 - Legge sul conflitto di interesse
13 - Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa sul modello francese
14 - Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica con tagli alle Grandi Opere Inutili come la Tav
15 - Informatizzazione e semplificazione dello Stato
16 - Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 22 minuti ed è stato pubblicato su quattro canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
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lunedì 31 dicembre 2012

I video più visti della PacotVideo su YouTube

Il 29 dicembre del 2006 la PacotVideo inaugurò il proprio canale di video sharing su YouTube.
Al 31 dicembre 2012 sono 525 i video pubblicati su YouTube.

Come ogni fine anno si fanno statistiche e anche la PacotVideo vuole farne una in riferimento al sopraccitato canale video.


75.700 - Auschwitz: il simbolo della follia e della barbaria umana (N.4)
65.835 - Il vaffanculo di Niki Vendola a maurizio gasparri (N.134)
39.809 - Quadriglia Teramana - 2009-02-28 (N.101)
35.563 - Strage di Capaci e morte di Falcone 17 anni dopo - 2009-05-23 (N.136)
27.272 - Fuori onda di Fini. Esclusiva della Pacotvideo e non di Repubblica.it (N.207)
13.190 - A Teramo (Abruzzo) un treno investe un camion - 04-02-2009 (N.83)
12.483 - Londra - 7 - Cambio della guardia a Buckingham Palace (N.12)
10.592 - Pietracamela e Prati di Tivo - Teramo - Abruzzo (N.15)


11.294 - Quadriglia Teramana - 2009-02-28 (N.101)
3.646 - Roberto Scarpinato al Premio Borsellino 2012 (N.504)
2.350 - Strage di Capaci e morte di Falcone 17 anni dopo (2009-05-23) (N.136)
1.876 - Nereto - Il Paese dei Campanelli (07-08-2009) (N.156)
1.317 - Teramo negli anni 60 (N.321)
1.171 - Teramo nel 2011 (N.344)
1.132 - Pietracamela e Prati di Tivo - Teramo - Abruzzo (N.15)
1.120 - De Magistris a Bondi : Sei un servo di Berlusconi (N.235)
1.084 - Zoo di Londra (2010-08-09) - 2 - Rettilario - Reptile House (N.264)
1.047 - Lo sfacelo dell'ex-Ospedale psichiatrico a Teramo - Abruzzo (N.78)

giovedì 13 dicembre 2012

Commemorazione di Ercole Vincenzo Orsini, partigiano e medaglia d'oro della Resistenza


Si è svolta stamattina la cerimonia di Commemorazione di Ercole Vincenzo Orsini, partigiano e medaglia d'oro della Resistenza, nel 69°Anniversario dell'omicidio ad opera dei fascisti di Montorio al Vomano il 13 Dicembre 1943.

Orsini fu tra i principali organizzatori della concentrazione al Ceppo di Bosco Martese, partecipò alla storica battaglia e poi si nascose nel comune di Montorio al Vomano.

La sera del 13 Dicembre 1943 fu riconosciuto da alcuni fascisti del battaglione M mentre si trovava nella piazza principale della città, che oggi porta il suo nome.

Orsini scappò inseguito dai fascisti e fu raggiunto nei pressi del mulino Boccanera sulla sponda sinistra del fiume Vomano.

L'eroico partigiano rifiutò di arrendersi, e si difese usando una una pistola e un paio di bombe a mano.
I fascisti erano in dieci e fu sopraffatto, trucidato e il suo corpo, come esempio per i cittadini montoriesi, venne esposto nella piazza di Montorio.

La cerimonia, organizzata dal Comitato Provinciale di Teramo dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani D'Italia) ha avuto inizio a Teramo, in Via Paladini, davanti alle Poste Centrali con deposizione di una corona d'alloro sotto la lapide di Orsini.

Piazza Paladini è il luogo nel quale Vincenzo Orsini e il fratellastro Gisberto svolgevano l'attività di esperti maestri nella lavorazione del legno e dove si riunivano durante il regime fascista gli antifascisti teramani e dove veniva programmata la cospirazione antifascista Teramana.

Successivamente i partecipanti alla manifestazione si sono trasferiti nel luogo natio di Orsini, a Montorio al Vomano.

Nella piazza dedicata a Orsini, davanti ad un folto gruppo di giovani studenti, hanno preso la parola le seguenti personalità:

- MIRKO DE BERARDINIS - Segretario Provinciale ANPI che ha letto la motivazione con la quale fu conferita nel 1979 la Medaglia D’Oro ad Ercole Vincenzo Orsini.

- SABATINO MAZZA - Presidente Sezione ANPI Montorio al Vomano

- MARCO CITEREI, Assessore Comunale che ha portato il saluto del sindaco Alessandro Di Giambattista e dell’Amministrazione di Montorio ai partecipanti

- Sen. ANTONIO FRANCHI - Presidente Provinciale ANPI che ha ricordato ai ragazzi la vita eroica di Ercole Vincenzo Orsini e le modalità vigliacche con cui fu catturato e ucciso e il cui corpo fu successivamente umiliato caricandolo sul dorso di un asino e lasciato per una intera notte nella melma della piazza principale di Montorio al Vomano.

- MIRKO DE BERARDINIS ha concluso la commemorazione leggendo un tratto del famoso "Discorso sulla Costituzione" di Piero Calamandrei, antifascista e membro dell’Assemblea Costituente, che fu pronunciato il 26 gennaio 1955 in occasione dell’inaugurazione di un ciclo di sette conferenze sulla Costituzione italiana organizzato da un gruppo di studenti universitari e medi per illustrare in modo accessibile a tutti i principi morali e giuridici che stanno a fondamento della nostra vita associativa.

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione"

Hanno presenziato all’iniziativa i nipoti di Ercole Vincenzo, Giovanna, Michele e Vincenzo, Autorità civili e militari, le scolaresche di Montorio al Vomano e numerosi partigiani.


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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 22 minuti ed è stato pubblicato su quattro canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV).

E' stato pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

E' stato pubblicato sulle pagine Facebook:
1 - Produzione Video a Teramo (Abruzzo) - PacotVideo.it di Cicconi Vincenzo
2 - Il blog della città di Teramo e della sua Provincia
e sulle pagine di Google Plus
1 - PacotVideo di Cicconi Vincenzo
2 - La Città di Teramo e la sua Provincia

Infine la pubblicazione del video è stato comunicato attraverso Twitter
1 - PacotVideo di Cicconi Vincenzo
2 - Città di Teramo

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sabato 10 novembre 2012

Roberto Scarpinato al Premio Borsellino 2012


Roberto Scarpinato è Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Caltanissetta.

Nel 1988 si trasferisce alla Procura della Repubblica di Palermo, dove entra a far parte fa parte del pool antimafia collaborando con Giovanni Falcone e con Paolo Borsellino.

Dopo la strage di via D'Amelio, il 19 luglio 1992, è il promotore della rivolta dei sostituti procuratori contro il procuratore capo Piero Giammanco, al quale viene addebitata la responsabilità di avere progressivamente isolato Giovanni Falcone.


Divenuto Procuratore aggiunto, conduce pressanti indagini sui rapporti tra la mafia e la massoneria deviata, sui rapporti tra mafia ed economia e soprattutto sulla cosiddetta “trattativa” tra lo Stato e Cosa Nostra nel periodo delle stragi.

Con uno straordinario sacrificio personale, pagando un prezzo altissimo per il suo impegno in difesa e per la promozione dei valori della legalità tra i tanti processi nel 1996 fa condannare Andreotti per aver avuto rapporti con la mafia sino al 1980, pur se tale reato viene prescritto.

Nel 2005, assume la direzione del Dipartimento mafia-economia che smantella colossali patrimoni illegali, giungendo a sequestrare alla mafia tra il 2008 al 2010 beni per un valore di circa 4 miliardi di euro.

Il suo è anche il nostro concetto di legalità.

Una legalità vera, quella che sta dentro il nome di Paolo Borsellino: non il vuoto legalismo dei benpensanti, il securitarismo che aggredisce i lavavetri ma è connivente con l’illegalità diffusa della politica, chiude gli occhi davanti alle truffe dei potenti e rimane silente e dunque complice davanti ai furti di Stato.



Interpretando il bisogno della collettività che chiede diritti e sente il bisogno di una società fondata sui più alti valori.
Ispirandosi agli stessi principi e agli stessi valori che hanno animato la vita di Paolo Borsellino al dott. Roberto Scarpinato il premio nazionale paolo borsellino 2012



Leonardo Nodari al Premio Borsellino 2012


Nell'anteprima del Premio Borsellino Leonardo Nodari, organizzatore del premio stesso e rappresentante dell'Associazione Società Civile, spiega ai ragazzi delle scuole di Giulianova presenti nella Sala Kursaal cosa andranno a vedere e soprattutto ad ascoltare.

Per trasmettere ai giovani la cultura della legalità è necessario indubbiamente un percorso formativo e informativo, ma è molto utile allo scopo l'esempio e la testimonianza diretta di personaggi 'simbolo' che hanno fatto della legalità il proprio spirito guida e la difesa della legalità la propria missione.

Il premio vuole rendere partecipi delle esperienze vissute in prima persona da cittadini italiani che si sono distinti proprio nel rispetto e nella difesa della legalità